ANNICHILISCE LA GSA (5-0) .TECNICA E VELOCITA’ DA PAURA

Osimo, 13 giugno 2012: Non è facile trovarsi la finalista dell’anno scorso di fronte, non è facile controllarne il giro palla e l’infinita esperienza. Difficilissimo non subire goal da un simile attacco, addirittura impensabile forse vincere segnando 5 reti di ottima fattezza. La Bios l’ha fatto. La G.s.a. non è la solita G.s.a. crea poco di concreto e quel poco gli va anche storto. Non è bastato il suo solito attaccamento al match. Non è bastata la blasonata storia di rimonte e vittorie, e di un meccanismo super collaudato. In pochi minuti inizia la salita degli “old boys” di Castefidardo, Cola al 4’ sfrutta al meglio una ribattuta di Ragni su punizione di capitan Valeri 1-0. Il dado è tratto! La Bios impone il suo gioco, la retroguardia giallo nera fatica a seguire gli incroci avversari. “Spider” Ragni fa il suo lavoro su staffilata dalla sinistra di Lampacrescia
al 7’. Valeri prevedibile ma preciso tenta da fuori pochi minuti dopo, il suo tiro viene deviato da un difensore e c’è il raddoppio. L’isolatissimo Campetella (impreciso nelle tante conclusioni dalla trequarti)
non preoccupa la difesa giallo rossa che viene gestita molto bene dal suo estremo Santinelli. Il G.s.a. nella ripresa alza tanto il baricentro, si prende i suoi rischi e cerca di pressare Gabbanelli e compagni. Baldoni nell’unica azione costruita non in velocità va in goal (3-0)
Gabbanelli che in più di un’occasione cerca di far valere le sue doti tecniche tra il folto centrocampo giallo nero
, va invece in goal al 20’affondando da classica ala sulla sinistra rubando il tempo a Mandolini . Cola poi al 22’ fa la “manita” con la realizzazione di un tiro libero
. Complimenti alla Bios che incontrerà l’altra speed della Gold (Camping Regina) ma complimenti anche agli amici della G.s.a. che riconoscono sportivamente l’assoluto valore degli avversari. Già da subito scattano i rinforzi e i piani per poterli battere nella prossima stagione.

 

Intervista con Francesco Ragni (Gsa Castelfidardo)

Intervista con Matteo Lampacrescia (Bios)

Roberto Marabini
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